Il secondo sesso

il secondo sesso

Il secondo sesso”, di Simone de Beauvoir affranca la donna dallo status di minore che la obbliga a essere l’Altro dall’uomo.

Simone de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna – sposa, madre, prostituta, vecchia – e i relativi attributi – narcisista, innamorata, mistica.

Approda, nella parte conclusiva, dal taglio propositivo, alla femme indépendante, che non si accontenta di aver ricevuto una tessera elettorale e qualche libertà di costume, ma che attraverso il lavoro, l’indipendenza economica e la possibilità di autorealizzazione che ne deriva – sino alla liberazione del suo peculiare “genio artistico”, zittito dalla Storia – riuscirà a chiudere l’eterno ciclo del vassallaggio e della subalternità al sesso maschile.

Con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell’argomentazione attraverso un’originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, Simone de Beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l’alienazione sessuale, economica e politica.

Sinossi del Secondo Sesso di Simone de Beauvoir

Considerato un testo fondamentale del pensiero femminista, il libro vuole fare il punto su che cosa significhi appartenere al sesso femminile.

Il primo volume è dedicato allo smantellamento dei presupposti culturali che sono all’origine dei preconcetti biologici, storici e mitici sulla «natura femminile».

De Beauvoir sostiene che non esiste un’essenza che condanni la donna al ruolo di «secondo sesso».

Il secondo volume esamina la condizione femminile e analizza le forme in cui la donna la sperimenta «nello stato presente dell’educazione e dei costumi».

Nell’ultima parte,intitolata Verso la liberazione, de Beauvoir mostra come l’emancipazione non sia bastata a cancellare molti preconcetti. La donna è ancora troppo occupata a «cercare se stessa».

Niente è prestabilito, niente è determinato dal destino. Al contrario ogni donna, anche quella che vive nella condizione più penalizzante e ingiusta, è chiamata a farsi carico delle proprie scelte.

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